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Turismo: anno record a Bologna con oltre due milioni di arrivi nel 2025.

L’Osservatorio IRES Emilia-Romagna fotografa il boom del turismo urbano: il capoluogo guida la crescita regionale, mentre cambiano le geografie delle vacanze.

01 Giugno 2026 | 8 min di lettura 

L’Osservatorio IRES Emilia-Romagna fotografa il boom del turismo urbano: il capoluogo guida la crescita regionale, mentre cambiano le geografie delle vacanze
Bologna chiude il 2025 con un dato che non ha precedenti: oltre 2,27 milioni di arrivi turistici (+11,3% sul 2024), un numero che la proietta per la prima volta al primo posto tra i comuni dell’Emilia-Romagna per ingressi, davanti alla stessa Rimini. È il segnale più evidente di una trasformazione che l’Osservatorio dell’Economia e del Lavoro in Emilia-Romagna, curato da IRES, descrive in modo netto: il turismo urbano è diventato il principale motore di crescita del settore, mentre i modelli più tradizionali – quello balneare e quello termale – mostrano segnali di affanno. Va detto che il primato di Bologna riguarda gli arrivi, cioè il numero di turisti che hanno pernottato almeno una notte in città, e non i pernottamenti complessivi: su questo fronte Rimini resta davanti, complice una permanenza media più lunga tipica del turismo balneare. C’è inoltre una novità statistica da considerare: dal 2025 i dati regionali includono per la prima volta anche gli “altri alloggi privati” non gestiti in forma imprenditoriale, una componente in cui Bologna, grazie alla diffusione degli affitti brevi, è particolarmente forte. Detto questo, la crescita della città resta solida anche a parità di metodo: i pernottamenti aumentano del 9,2% rispetto al 2024, un ritmo ben superiore a quello di Rimini (+1,2%).

Un 2025 da record per tutta l’Emilia-Romagna

Il dato di Bologna si inserisce in un anno eccezionale per l’intera regione. Nel 2025 l’Emilia-Romagna ha superato per la prima volta la soglia dei 13 milioni di arrivi (13.231.732, +11,4% sul 2024) e i 44 milioni di pernottamenti (44.170.468, +8,3%). A trainare questa crescita è soprattutto la componente straniera, che segna un +16,7% negli arrivi e un +15,4% nelle presenze, arrivando a rappresentare quasi un terzo del totale (31,5% degli arrivi e 31,9% dei pernottamenti).
Il confronto con il 2019 – anno già considerato un punto di riferimento positivo per il turismo regionale – mostra un incremento degli arrivi del 14,1%, che sale addirittura al 33,6% se si guarda ai soli visitatori stranieri. Tra le nazionalità in maggiore crescita figurano Germania, Francia, Svizzera, Polonia, Romania e soprattutto gli Stati Uniti, i cui arrivi sono aumentati del 79,3% rispetto al 2019. In controtendenza, invece, il crollo dei turisti russi (-81% di arrivi) e il forte calo della componente cinese (-46,8%), che nel 2019 era il terzo mercato estero per numero di arrivi e oggi si trova all’undicesimo posto.

Città d’arte in crescita, costa e terme in difficoltà

Il sorpasso di Bologna non è un episodio isolato, ma il segnale più evidente di una più ampia ridistribuzione dei flussi turistici regionali, descritta dall’Osservatorio come una vera e propria “avanzata del turismo nelle città e nella natura”, a fronte di un turismo costiero “più in difficoltà”. Sul fronte delle presenze, la crescita rispetto al 2019 premia in particolare le città d’arte: oltre a Bologna (+42,9%), si segnalano Modena (+26,2%), Piacenza (+18,9%) e Ferrara (+10,3%). Per converso, Rimini registra un calo del 4,3% rispetto al 2019, e tra le località balneari riducono le presenze anche Bellaria-Igea Marina e Gatteo. Anche il comparto termale, salvo l’eccezione di Castel San Pietro Terme (+9,6% di presenze sul 2024), continua a soffrire: Bagno di Romagna perde il 9,1% e Salsomaggiore il 5,8%. A questa ridistribuzione territoriale si affianca una progressiva destagionalizzazione dei flussi: se nel 2019 luglio e agosto concentravano il 43,8% dei pernottamenti annui, nel 2025 la quota è scesa al 40%, a vantaggio soprattutto di maggio, ottobre e dicembre.

Il quadro della città metropolitana

Allargando lo sguardo all’intera città metropolitana di Bologna, il 2025 porta gli arrivi a 3.171.453 (+10,7% sul 2024) e le presenze a 7.188.998 (+8,3%). Il capoluogo da solo concentra il 71,6% degli arrivi e il 72,9% delle presenze di tutta l’area metropolitana, confermandosi il vero motore del comparto.
A grande distanza seguono Imola (3,4% degli arrivi e 3,7% delle presenze) e Castel San Pietro Terme (2% degli arrivi). Tra i comuni della prima cintura, mostrano variazioni positive significative – anche se su quote ancora marginali – San Lazzaro di Savena, Zola Predosa, Castenaso, Calderara di Reno, Bentivoglio, Castel Maggiore e Casalecchio di Reno. Tornano a crescere, seppur restando marginali nel quadro complessivo, anche le aree termali e montane dell’Appennino bolognese. Per quanto riguarda la tipologia di struttura, gli alberghi restano la scelta prevalente, con il 68,8% degli arrivi e il 57,7% dei pernottamenti totali. Ma è il segmento extra-alberghiero a crescere più rapidamente, sospinto in particolare dagli alloggi in affitto gestiti in forma imprenditoriale: una categoria che è passata da 5.528 strutture nel 2019 a 11.532 nel 2024 e a 13.243 nel 2025, con un trend che secondo l’Osservatorio è ancora in espansione.

Un nuovo equilibrio per il turismo regionale

Nel complesso, i dati dell’Osservatorio IRES Emilia-Romagna disegnano un settore in piena trasformazione: dopo aver recuperato e superato i livelli pre-pandemia, il turismo regionale si appoggia oggi su basi diverse rispetto al passato, con le città d’arte – e Bologna in particolare – protagoniste di una crescita che appare destinata a consolidarsi, e con un turismo balneare e termale chiamato a ripensare in parte il proprio modello di attrattività.



Fonte: Osservatorio dell’Economia e del Lavoro in Emilia-Romagna – “Il settore del turismo”, IRES Emilia-Romagna, aprile 2026; Osservatorio sull’Economia e il Lavoro nella Città Metropolitana di Bologna n.19, IRES Emilia-Romagna, giugno 2026.