Piazze e luoghi simbolo
Piazza Maggiore, detta anche Piazza Grande, è la piazza principale di Bologna nonché il suo cuore pulsante ed una delle piazze più belle d’Italia. È ubicata al centro della città e ne rappresenta un punto d’incontro storico per turisti, studenti e abitanti circondata da alcuni dei suoi edifici più significativi e spesso animata da eventi e mercati. Pavimentata con grandi lastre di granito, la Piazza è un capolavoro dell’urbanistica medievale dominata dalla maestosa facciata incompiuta della Basilica di San Petronio tra Palazzo d’Accursio (sede del municipio), Palazzo del Podestà, Palazzo dei Notai e Palazzo dei Banchi fino a Piazza del Nettuno, famosa per l’omonima fontana monumentale del Giambologna.
La storia
La storia di Piazza Maggiore inizia nel XIII secolo quando il comune medievale iniziò ad acquistare e demolire edifici privati, case e chiese in un’area centrale con l’obiettivo di creare un ampio spazio pubblico, necessario per le assemblee cittadine, i mercati e le attività civiche. Questo spazio, in continua espansione fino al XV secolo, fu inizialmente chiamato Curia Comunis o Platea Communis.
La piazza divenne rapidamente il centro politico e sociale della città. Attorno a essa nacquero o furono consolidati i principali edifici del potere: Palazzo del Podestà (il primo e più antico palazzo governativo, completato agli inizi del XIII secolo), Palazzo Re Enzo (costruito tra il 1244 e il 1246, utilizzato principalmente come prigione per il re Enzo di Sardegna, figlio dell’imperatore Federico II di Svevia) e Palazzo d’Accursio (che divenne la sede del governo e del municipio di Bologna già nel XIV secolo).
Nel 1390 iniziò la costruzione della Basilica di San Petronio, voluta dal Comune come chiesa civica, un progetto monumentale che avrebbe dovuto superare in dimensioni San Pietro a Roma, ma che rimase incompiuto nella facciata.
L’odonimo “Piazza Maggiore” iniziò a diffondersi nel XVI secolo. In quest’epoca, diverse sezioni della piazza avevano nomi specifici, come Piazza Reale di fronte a Palazzo d’Accursio o Piazza Montanara. Adiacente fu creata Piazza del Nettuno, dove nel 1566 fu completata la celebre fontana del Giambologna.
La riforma napoleonica ufficializzò il nome unico di Piazza Maggiore. Dopo l’Unità d’Italia, la piazza fu intitolata a Vittorio Emanuele II, per poi tornare a chiamarsi definitivamente Piazza Maggiore con una delibera consiliare del 23 ottobre 1945, a guerra conclusa.
Oggi Piazza Maggiore mantiene il suo ruolo cruciale nella vita della città, luogo di eventi culturali e manifestazioni pubbliche che testimoniano secoli di storia bolognese.
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