La storia
La costruzione dell’Archiginnasio risale al XVI secolo, quando tutta Piazza Maggiore fu ristrutturata per volere del Papa. Negli stessi anni fu costruita tra l’altro anche la fontana del Nettuno. La sua realizzazione fu decisa da papa Pio IV per mezzo del cardinale legato Carlo Borromeo e del suo vice Pier Donato Cesi che assegnarono il progetto all’architetto bolognese Antonio Morandi detto “il Terribilia”. La costruzione venne completata tra il 1562 e il 1563. L’obiettivo del progetto fu quello di realizzare un luogo unitario per l’Università di Bologna, prima di allora dispersa tra sedi e luoghi diversi.
L’Archiginnasio rimase così sede dell’Alma Mater bolognese fino al 1803, quando fu trasferita in Palazzo Poggi, dove si trova ancora oggi.
Dopo essere scampato alla distruzione ordinata dal governo repubblicano nel 1797, l’edificio subì gravi danni nei bombardamenti aerei del 1944; seguì una campagna di restauro dal 1948 al 1959.
A testimonianza della lunga storia universitaria del palazzo è rimasto il più vasto complesso araldico murale al mondo, composto attualmente da circa 6.000 (degli oltre 7.000 iniziali) stemmi studenteschi e iscrizioni in onore dei professori.
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