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Giardini Margherita

PARCHI E GIARDINI
Giardini Margherita
I Giardini Margherita, con i suoi 26 ettari di terreno, rappresentano il parco cittadino più esteso e frequentato di Bologna. Posti nei pressi del viale fra Porta Castiglione e Porta Santo Stefano, oggi costituiscono la meta ideale per cittadini e turisti, bambini e adulti che hanno la possibilità per rilassarsi, riposarsi, giocare all’aperto e ritrovare un contatto con la natura a due passi dal caos del centro cittadino. Il progetto prese esempio dai parchi romantici inglesi per cui presenta un forte impatto visivo, molto suggestivo, rimasto inalterato nelle sue linee essenziali, ottenuto attraverso armonie o contrasti delle piante in cui predominano le specie caducifoglie e autoctone. Sono presenti tigli, querce, tassi, cedri, importanti esemplari di platani, pini, ippocastani, magnolie disposti in gruppi che si aprono su ampi spazi all’interno di un tracciato costituito da viali principali e secondari di notevole suggestione. Al centro del parco spicca un laghetto artificiale creato con le acque del canale Savena, uno dei tanti che un tempo attraversava la città. Delimitato in alcuni punti da sponde rocciose di selenite, è corredato di chalet, un ponticello ed una isola artificiale. Nella piazzetta principale del parco, per molti anni punto d’arrivo del Giro dell’Emilia, è presente una palazzina utilizzata negli anni ‘50 dal Comune come Biblioteca dei Ragazzi e centro ricreativo. Dal 1944 presso uno degli ingressi dei giardini si trova il monumento equestre di Vittorio Emanuele II, opera del 1884 dello scultore Giulio Monteverde. Negli anni sessanta un gruppo di astrofili costruì sul terrazzo un piccolo osservatorio astronomico ancora esistente. All’interno dei giardini è stato inoltre creato dal WWF uno stagno didattico per i bambini delle scuole elementari, che ricostruisce la flora e la fauna tipiche di un acquitrino.

La storia

Il progetto dei giardini risale al 1874 con l’acquisto del terreno e fu affidato al Conte Ernesto Balbo Bertone di Sambuy, a cui in seguito venne concessa la cittadinanza onoraria della città e che aveva già lavorato al parco del Valentino a Torino. Sambuy seguì personalmente l’esecuzione dei lavori messi in opera dall’ingegner Tubertini. Il parco venne inaugurato con una fastosa cerimonia il 6 luglio 1879 intitolandolo “al nome di Sua maestà la Regina Margherita”, recatasi in visita alla città l’anno precedente. Per i bolognesi divennero presto “i giardini Margherita”. Durante i lavori di realizzazione, al loro interno venne alla luce un’estesa necropoli etrusca, ricchissima di reperti, oggi conservati al Museo civico archeologico di Bologna. Due delle tombe rinvenute all’epoca furono poi ricostruite all’interno del parco, una delle quali è la pregevole tomba in travertino che si ammira ai margini del prato centrale. I Giardini Margherita sono stati da sempre teatro di numerosi eventi e manifestazioni che hanno scandito la vita di Bologna. Ha ospitato concorsi ippici, concerti e corse automobilistiche. Nel 1888 vi si tenne l’Esposizione emiliana d’agricoltura e d’industria, manifestazione che accompagnò le celebrazioni per l’ottavo centenario dell’Università di Bologna mentre nel 1988 il parco servì da area di atterraggio per l’elicottero di Giovanni Paolo II, in visita all’Università di Bologna per il suo nono centenario. In passato vi era anche un piccolo zoo, una gabbia con due leoni e un grande recinto con cerbiatti e caprette, sostituiti dalla ricostruzione di una capanna villanoviana utilizzata a scopo didattico nelle gite scolastiche. Agli inizi del ‘900, furono costruite al suo interno una latteria, corredata da una piccola stalla e la scuola elementare “Fernando Fortuzzi”, inaugurata nel 1917 e tuttora in attività, concepita come scuola all’aperto allo scopo di fornire un ambiente più salubre per i bambini gracili e i figli di genitori esposti alla tubercolosi.

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