Torri ed edifici storici
Le due torri sono comunemente riconosciute come il vero simbolo di Bologna. Entrambe pendenti, sono situate all’incrocio tra le vie che portavano alle cinque porte dell’antica cerchia di mura “dei torresotti”, nel cuore della città ovvero in quello che una volta era il punto di ingresso dell’antica via Emilia. La torre più alta prende il nome di Torre Asinelli ed oggi ha un’altezza di 97,2 m dopo un rifacimento di epoca Bentivogliesca del 1488 (i muri in cima sono di uno spessore che avrebbe consentito un innalzamento di altri 20-25 metri). Rappresenta la torre medievale pendente più alta del mondo con uno strapiombo di 2,2 m. In condizioni normali, salendo i 498 gradini della sua scala interna, si giunge ad una vetta da cui si può godere una spettacolare vista della città. La Torre Garisenda è quella più piccola, con i suoi attuali 48 m di altezza e con un importante strapiombo di 3,2 m, che la fece inserire da Dante nel XXXI Canto dell’Inferno. Inizialmente era alta circa 60 m ma fu mozzata nel XIV secolo a causa del cedimento del terreno, iniziato già durante la costruzione.
Le Torri sono attualmente interessate da un imponente cantiere di messa in sicurezza e monitoraggio della Torre Garisenda, chiusa insieme alla vicina Torre degli Asinelli. Al momento non è possibile salire sulla Torre degli Asinelli e non è ancora stata fissata una data di riapertura: per gli aggiornamenti consulta il sito ufficiale del Comune di Bologna.
La storia
I nomi delle due Torri di Bologna derivano dalle famiglie a cui tradizionalmente se ne attribuisce la costruzione, fra il 1109 ed il 1119. In realtà la scarsezza di documenti risalenti ad epoche così remote rende meno certa la loro origine.
In merito alla Torre Asinelli il Comune ne divenne il proprietario nel XIV secolo e la utilizzò come prigione e fortilizio. Negli stessi anni intorno ad essa fu realizzata una costruzione in legno, posta a trenta metri da terra e unita con una passerella aerea (distrutta da un incendio nel 1398) alla Garisenda. Si dice che la costruzione fosse voluta da Giovanni Visconti, Duca di Milano, per tenere meglio d’occhio il turbolento Mercato di Mezzo (oggi via Rizzoli) e poter sedare per tempo eventuali rivolte. Gravi danni alla torre furono arrecati da fulmini che spesso causavano incendi o piccoli crolli, e solo nel 1824 fu installato un parafulmine. Sono documentati almeno due gravi incendi a cui la torre è sopravvissuta: il primo, doloso, nel 1185 ed il secondo accidentale nel già citato 1398. Gli scienziati Giovanni Battista Riccioli (nel 1640) e Giovanni Battista Guglielmini (nel secolo successivo) utilizzarono la torre per esperimenti sul moto dei gravi e sulla rotazione della Terra.
Durante la seconda guerra mondiale, tra il 1943 e il 1945, la torre fu utilizzata con funzioni di avvistamento: quattro volontari si appostavano in cima alla torre durante i bombardamenti al fine di indirizzare i soccorsi verso i luoghi colpiti dalle bombe alleate. In epoca più recente, infine, sulla Asinelli fu installato un ripetitore televisivo della RAI.
La Torre Garisenda, invece, fu acquistata nel Quattrocento dall’Arte dei Drappieri, che ne rimase unica proprietaria fino alla fine dell’Ottocento, quando passò al Comune.
Le superfici murarie esterne sono state restaurate fra il 1998 e il 2000; mentre una prima fase del consolidamento delle murature è stata attuata nel 1999-2000. La Rocchetta dell’Asinelli è stata restaurata invece nel 1998.
Dal 2023 sono iniziati imponenti lavori per la messa in sicurezza della Torre Garisenda, a causa di un rischio di crollo dovuto a cedimenti e instabilità che si sono accentuati nel tempo. L’obiettivo del cantiere è di consolidare e restaurare la torre, utilizzando una metodologia ispirata a quella della Torre di Pisa, per evitare il collasso (i tempi di completamento ad oggi sono incerti).
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