Il Canale di via Riva di Reno torna a cielo aperto dopo 70 anni.
Conclusi i lavori della Linea Rossa del tram, la storica via del centro storico cambia volto: non più parcheggio a cielo aperto, ma una nuova piazza d’acqua per residenti e turisti.
08 Gennaio 2026 | 6 min di lettura
Dopo decenni in cui scorreva nascosto sotto l’asfalto, il Canale di Reno è tornato a scorrere a cielo aperto nel cuore di Bologna. Il tratto di via Riva di Reno compreso tra la rotonda di piazza Azzarita e la Chiesa di Santa Maria della Visitazione, a conclusione dei lavori della Linea Rossa del tram, appare oggi in una veste completamente rinnovata: non più un parcheggio a cielo aperto che ingombrava quasi per intero la carreggiata, ma un nuovo spazio pubblico in cui qualità ambientale, identità storica e mobilità sostenibile si incontrano.
La festa di inaugurazione.
La nuova vita della strada è stata celebrata sabato 29 novembre con una festa pubblica nell’area retrostante la Chiesa di Santa Maria della Visitazione, dove è nata una nuova piazzetta pedonale che affaccia direttamente sul canale. Dalle 18 alle 23, il programma della serata ha preso ispirazione dai temi dell’acqua, del riflesso e del flusso, elementi che raccontano la storia di Bologna e del suo antico sistema di canali. Alle 19, alle 20 e alle 21 si sono susseguiti tre momenti di live painting di Majid Bita, con la sonorizzazione di Laura Agnusdei, mentre tutta la serata è stata accompagnata dalla musica di Falana Selecta, al secolo Micol Fontanella. In contemporanea, l’Opificio delle Acque di via Monaldo Calari ha aperto le porte dalle 10 alle 19, con una visita guidata gratuita alle 17 a cura di Milena Naldi, di Canali di Bologna Cultura.
Cosa cambia in via Riva di Reno.
Il cambiamento più evidente riguarda proprio il rapporto tra la strada e l’acqua. Il canale, riportato alla luce, è oggi costeggiato da percorsi pedonali lungo il lato nord e da una passerella a sbalzo sulla sponda sud, mentre l’attraversamento è garantito da una passerella che richiama l’antico ponte della Carità. Tutta l’area è stata arricchita da 13 nuove alberature – tra prunus, frassini, querce e aceri – che insieme a nuove aiuole e spazi verdi contribuiscono a migliorare la qualità ambientale di una delle strade più trafficate del centro storico.
L’intervento, iniziato nella primavera del 2024, ha riguardato anche aspetti meno visibili ma fondamentali per la sicurezza dell’area, come il rifacimento e la messa in sicurezza della copertura del corso d’acqua e delle sue spalle strutturali, nei tratti compresi tra via San Felice e la rotonda, fino a via Ugo Lenzi, e nelle adiacenze della Chiesa, incluso l’incrocio con via delle Lame. L’area, pensata per la mobilità dolce, sarà attraversata dalla Linea Rossa del tram, che qui viaggerà in direzione periferia su binario singolo – inerbito per un lungo tratto – da via delle Lame a via San Felice. Come nel resto del centro storico, anche in questo tratto il tram sarà alimentato a batteria, senza linea aerea di contatto, per integrarsi nel modo più armonioso possibile con il contesto storico.
Una storia lunga 70 anni.
Per i bolognesi non si tratta solo di un’opera di riqualificazione urbana, ma del ritorno di un pezzo di storia della città. Il canale era stato coperto nel 1957, trasformando via Riva di Reno in una delle arterie più importanti – ma anche più congestionate – del centro storico. La sua riapertura, dopo 70 anni, restituisce alla città uno scorcio che ricorda il sistema di canali navigabili che fin dal Medioevo collegava Bologna al fiume Reno e, da questo, al Po.
Una guida per residenti e commercianti.
Per accompagnare cittadini, residenti e attività commerciali nella convivenza quotidiana con il nuovo canale a cielo aperto, il Consorzio Canali di Bologna, con il supporto di Ascom, ha realizzato una mini-guida pensata per sfatare dubbi e pregiudizi legati alla natura delle acque. Il documento chiarisce ad esempio che il colore marrone dell’acqua non è sinonimo di inquinamento: derivata dal fiume Reno, l’acqua del canale non è infatti mai cristallina a causa delle caratteristiche argillose del territorio bolognese, e il fenomeno è dovuto al trasporto di limo e detriti durante le piene. Allo stesso modo, la guida spiega che i periodi in cui il canale appare in secca non sono segnale di un guasto, ma corrispondono a procedure programmate legate alla sicurezza idraulica e alla manutenzione del sistema. Il Consorzio ha inoltre aperto le adesioni per i negozi e le attività di via della Grada, via Riva di Reno e via Righi che vogliano diventare punti di distribuzione ufficiali della guida, contribuendo così a diffondere tra residenti e visitatori una corretta informazione su un’infrastruttura storica complessa, spesso osservata ma non sempre compresa.
Reazioni contrastanti, ma una nuova vocazione per il quartiere.
Come spesso accade per le grandi trasformazioni urbane, le reazioni dei cittadini – e in particolare di chi abita la zona – sono contrastanti. Da un lato c’è chi vede nella nuova sistemazione un’occasione per il commercio e per il turismo, grazie a uno spazio pubblico più ampio, aperto e vivibile. Dall’altro, non manca chi rimpiange la perdita dei parcheggi e teme che l’area possa tornare al degrado che la caratterizzava nell’Ottocento, quando il canale, privato delle sue funzioni tradizionali, era diventato una fogna maleodorante.
Resta il fatto che via Riva di Reno si presenta oggi come “un luogo ampio, aperto e fruibile, pensato per diventare punto di incontro e socialità per residenti e visitatori”, come l’ha definita il Comune di Bologna. Una piazza d’acqua nel cuore della città che, complice anche il boom del turismo urbano degli ultimi anni, punta a diventare una delle nuove tappe “nascoste” nel percorso alla scoperta della Bologna che scorre, letteralmente, sotto i piedi dei suoi visitatori.