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Basilica di Santo Stefano

Le chiese

Basilica di Santo Stefano – Le sette chiese
La Basilica di Santo Stefano è il complesso di edifici di culto più singolare di Bologna. Si affaccia sull’omonima piazza ed è conosciuta soprattutto col nome di “Sette Chiese” perché composta dall’unione di più edifici sorti in epoche diverse. Il pavimento della piazza circostante è quasi totalmente composto da sampietrini, sul quale poggiano i tavolini di numerosi punti di ristoro. Nonostante i numerosi interventi, restauri e rifacimenti, presenta ancora oggi una consolidata omogeneità stilistica che ne fanno il monumento romanico più interessante della città. Sulla piazza si affacciano tre chiese ben allineate fra loro. La prima a partire da destra è la più grande ed è la Chiesa del Crocifisso, di origine longobarda. La seconda, la più antica, è la Chiesa del Santo Sepolcro (o basilica del Calvario) e si distingue dalle altre per la sua forma poligonale. Infine, sulla sinistra è presente la Chiesa più piccola ovvero la basilica dei SS. Vitale e Agricola. Al centro del portone della Chiesa del Crocifisso è presente una croce bianca con a fianco la scritta “Sancta Sanctorum” e una mano che simboleggia la parola creatrice di Dio. Sulla destra, invece, si nota una scritta che testimonia la presenza di un tempio dedicato alla divinità egizia Iside. Completano il complesso la chiesa della Trinità, ristrutturata fra il XII e il XIII secolo, il Cortile di Pilato, il Chiostro dei Benedettini (spazi esterni) ed il Museo di Santo Stefano.

La storia

La Basilica di Santo Stefano è un luogo ricco di curiosità avendo assunto diverse funzioni durante la sua storia. È stato un cimitero dove Sant’Ambrogio ritrovò i resti dei martiri San Vitale e Sant’Agricola. In epoca romana fu un tempio pagano dedicato alla dea Iside ma fu anche il cuore della vita religiosa dei Longobardi per tutta la durata del loro insediamento a Bologna.
Le sue origini sono avvolte nel mistero, con leggende che la vogliono fondata da San Petronio nel V secolo sull’area che fu di un tempio di Iside, appunto. Si pensa che tutto il complesso sia nato come una ricostruzione simbolica del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Inizialmente, era composto dalle quattro chiese principali. Il periodo romanico che va dal X al XIII secolo fu un’epoca di grandi trasformazioni. Le chiese subirono importanti ampliamenti e restauri, assumendo in gran parte l’aspetto romanico che ancora oggi le contraddistingue. Fu aggiunto il Cortile di Pilato, con il suo catino in pietra dove, secondo la tradizione, Ponzio Pilato si lavò le mani.
Nel corso dei secoli, il complesso ha continuato ad evolversi. Furono aggiunte altre chiese e cappelle, anche se il numero “sette” è più simbolico che il numero esatto delle strutture.
Durante il Medioevo, divenne un importante centro monastico benedettino. La sua storia è stata segnata da saccheggi, incendi e ricostruzioni, ma ha sempre mantenuto il suo ruolo di luogo di culto e di custodia di importanti reliquie.

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